La celebrazione futurista del progresso
"Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine
all'energia e alla temerarietà"
(dal "Manifesto del Futurismo"di F. T. Marinetti, Le Figaro, 1909)
Antonio Sant'Elia, La centrale elettrica, 1914.
Matita e inchiostri su carta, 31x20.5cm.
Milano, Collezione Paride Accetti.

Matita e inchiostri su carta, 31x20.5cm.
Milano, Collezione Paride Accetti.
Antonio Sant'Elia,
architetto e pittore italiano vissuto tra la fine dell'Ottocento e gli
inizi del Novecento, aderì al Futurismo nel 1914, firmando il Manifesto dell'architettura futurista.
Partito
volontario per la guerra e morto in battaglia presso Monfalcone,
Sant'Elia contribuì al movimento creando un ampio gruppo di disegni e
schizzi prefiguranti l'architettura di una metropoli moderna proiettata
nel futuro.
Nell'opera in questione, realizzata con matite e inchiostri su carta, viene rappresentata la nuova cattedrale del futuro, testimonianza della potenza della macchina.
Fonti:
Il Cricco di Teodoro, Itinerario nell'arte, Zanichelli
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