Nietzsche e "l'energia" del superuomo
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Friedrich Nietzsche nel 1882 |
La riscoperta successiva di Nietzsche e la completa denazificazione del suo pensiero da parte degli studiosi ha concesso di conoscere senza filtri e forzature i suoi scritti, attraversati da un vitalismo pieno e gioioso, da una convinta esaltazione dello "spirito dionisiaco", libero dai conformismi della morale comune, derivata dalla tradizione cristiana.
Per questo il pensiero di Nietzsche può essere, senza alcun dubbio, accostato alla vita e all'energia, intesa come forza e vigore: una volta avuta certezza della menzogna, rappresentata dal complesso di ideali e valori morali che costituiscono la cultura occidentale a partire da Socrate e passando attraverso il cristianesimo, l'uomo deve essere ciò che è, un "superuomo"o "oltreuomo" che dice sì alla vita e all'istintualità.
Raggiunto quindi questo stato superiore di umanità, si può evitare di "nascondere la testa sotto la sabbia delle cose celesti, ma portarla fieramente, testa terrestre, che crea il senso della terra. (...) Divieni ciò che sei." (da Così parlò Zarathustra).
Destinato negli ultimi anni ad affrontare una patologia neurologica o neuropsichiatrica, è stato un vero e proprio "sterminatore" di tutti gli idoli della mente e spartiacque tra la tradizione e un nuovo modello di riflessione, informale e provocatorio.
Fonti:
G.Gentile, L.Ronga, M.Bertelli, Sképsis, la filosofia come ricerca, Il capitello
G.Baldi, S.Giusso, M.Razetti, G.Zaccaria, I classici nostri contemporanei, Paravia
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