Le slums di Londra, descritte da Charles Dickens
Quella dell'Inghilterra vittoriana è stata un'epoca di luci e ombre, caratterizzata da uno sviluppo tale da renderla una grande potenza mondiale, ma ugualmente segnata da un grande disagio sociale e povertà diffusa.
Charles Dickens, considerato tra i padri della letteratura inglese, scelse, attraverso le sue novelle ed i suoi romanzi, di denunciare le più grandi piaghe sociali del suo tempo e di descrivere il tipico ambiente, a lui molto noto, delle slums londinesi, le periferie in cui gli effetti di un processo di rapida industrializzazione si facevano maggiormente sentire.
Nel romanzo Hard Times, i quartieri sovraffollati ed insalubri della Londra di fine Ottocento vengono trasferiti dall'autore all'interno di una città immaginaria, il cui nome è stato scelto con chiari intenti polemici e sarcastici. Infatti, Coketown è, letteralmente, la "città del carbone", combustibile maggiormente utilizzato all'epoca per il suo alto potere energetico, ma allo stesso tempo altamente inquinante.

Quella descritta da Dickens è una realtà in cui l'incessante sviluppo e la domanda di beni si manifesta chiaramente con l'imbruttimento della realtà urbana delle periferie: le ceneri e il fumo, generati dal processo di lavorazione del carbone, hanno coperto interamente il colore dei mattoni; macchinari e ciminiere fanno da sfondo alla città, in cui tutto è ormai contaminato; anche la mente delle persone, ormai sincronizzata al ritmo incessante delle macchine, è alienata e monotona.
Oggi, sicuramente, la sensibilizzazione in merito a tematiche quali l'inquinamento e la necessità di ricorrere a forme di energia "pulita" e rinnovabile sta cominciando ad espandersi, ma ancora numerose criticità rendono la nostra vita, per certi versi, simile a quella degli abitanti di Coketown.
Cellulari, computer, televisioni, che vengono utilizzati nel quotidiano, non sono forse in grado di determinare una certa forma di alienazione, un progressivo allontanamento della realtà in favore di una dimensione "virtuale"?
Fonti:
Libro di testo Only Connect New Directions, Zanichelli
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